L’età mesopotamica

Bisogna attendere la scoperta delle tavolette di “Mulapin” per poter parlare di Zodiaco delle costellazioni. Esse sono datate intorno al 700 a.C. e vi si legge che la Luna, il Sole e gli astri mobili seguono un sentiero celeste attraverso quindici costellazioni.

La tradizione astrologica occidentale affonda le sue basi nell’astrologia babilonese, fondata nel II millennio a.C, come disciplina religiosa dedicata a interpretare i presagi dati dal movimento dei pianeti. La suddivisione in dodici segni di trenta gradi ciascuno fu stabilita proprio dai Babilonesi; fondarono anche il sistema delle dodici case astrologiche che ancora oggi sono numerate allo stesso modo nell’astrologia occidentale. La divinazione astrologica babilonese era di carattere generale: dal movimento dei pianeti e dalle loro posizioni si deducevano gli auspici per eventi di interesse collettivo; l’unica applicazione individuale era sulla persona del re ma proprio perché questa figura era di interesse collettivo. Gli astrologi babilonesi erano anche astronomi, cosa assolutamente normale nell’antichità; identificarono i cinque pianeti visibili dalla terra oltre al Sole e alla Luna (che ordinavano Giove, Venere, Saturno, Mercurio e Marte) e in particolare scoprirono l’unicità di Venere e Mercurio (i Greci per esempio pensavano si trattasse di due coppie di oggetti distinti). Furono sempre i Babilonesi i primi a dare il nome dei pianeti, che identificavano con alcuni loro Dei, ai giorni della settimana.

A partire dal 747 a.C. cominciarono ad essere registrate regolarmente tutte le eclissi. I Babilonesi scoprirono il ciclo di diciannove anni legato alla ripetizione di tali fenomeni celesti. E circa nel 500 a.C., i Babilonesi misero a punto metodi matematici più precisi che permisero loro di compilare le prime effemeridi, che permettevano di conoscere le posizioni e gli spostamenti degli astri anche per le epoche successive. Senza il prezioso ausilio della matematica non sarebbe stato comunque possibile ottenere dei buoni risultati, poiché le osservazioni astronomiche dirette erano ancora molto imprecise. In questo periodo però si diffusero le prime semplici ed elementari “sentenze” sull’influsso dei corpi celesti in relazione al momento della nascita, anche se non vennero costruiti oroscopi veri e propri. Alla fine del V secolo a.C., troviamo le prime menzioni della divisione zodiacale in dodici segni uguali di trenta gradi ciascuno. L’interesse dei filosofi di quell’epoca fu tale che vollero insegnare ovunque i fondamenti dell’astrologia, facendo si che questa forma di cultura si espandesse anche ai territori dell’Oriente.