La storia del segno dello Scorpione

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La costellazione dello Scorpione è legato a quelle della Bilancia e della Vergine.
Esiste una leggenda riguardante lo Scorpione, è una storia tramandata oralmente ma che può dare un’idea basilare in merito alla natura di questo animale.
“Uno scorpione giaceva sulla riva di un fiume, con l’intento di passare alla riva opposta, ma era consapevole di non saper nuotare. Notò poi una tartaruga attraversare la riva del fiume, così decise di salirci sopra. Chiese gentilmente alla tartaruga di portarlo dall’altra parte del fiume, ma la tartaruga replicò dicendolgi che sicuramente, una volta fatto salire lo scorpione sulla sua schiena, esso l’avrebbe punta con la sua coda velenosa. Al che lo scorpione assicurò la tartaruga che non l’avrebbe punta, tanto da convincerla. La tartaruga così iniziò a trasportare lo scorpione sulla sua schiena e quando furono quasi vicini all’altra sponda, lo scorpione improvvisamente la punse. La tartaruga gli chiese perchè mai l’avesse fatto, destinando entrambi alla morte. Lo scorpione si scusò e si giustificò dicendo alla tartaruga che quella, purtroppo, era la sua natura.”
L’Antares, che è una stella situata nel cuore della costellazione dello Scorpione, era conosciuta altresì dai persiani, nel 300 a.C. circa, con il nome di Satevis. In quell’epoca gli astrologi persiani osservavano un gruppo di stelle da loro chiamate: “le quattro stelle reali, o i Guardiani del cielo.”
Gli anitchi egizi adoravano lo scorpione. Esso identificava la divinità chiamata Serqet. Era la protettrice di un’altra divinità chiamata Qebesenuet. Serqet era chiamata anche “La Signora del Cielo e di tutti gli Dei.”
I veri scorpioni si riconoscono dalla lunga coda, la quale non è che il loro addome, che si compone di sei segmenti articolati di cui l’ultimo ristretto, che costituisce la coda, finisce con un artiglio dilatato curvo e ricurvo modificato all’estremità in aculeo, attraverso il quale viene iniettato il secreto delle ghiandole velenifere in esso contenuto. Osservando un po’ questi aracnidi vediamo che lo scorpione, oltre ad un paio di pinze, ha quattro paia di zampe cosa che, alzando schematicamente a dodici il numero degli elementi costitutivi, dà allo Scorpione un valore numerologico sacro quanto quello dello zodiaco. Benché appartenenti al gran triangolo dei segni d’acqua, secondo l’antica astrologia, gli scorpioni non bevono mai e vivono soltanto nei paesi caldi.
Gli Africani pensavano inizialmente che i malefici fossero opera di quest’animale per loro angosciante, a volte nero, a volte grigio, a volte bianco. A volte giallo. Secondo una leggenda malese, lo scorpione dice: >
La mitologia greca espone a suo modo alcuni problemi dello Scorpione nella leggenda di Orione. Questi, figlio di Nettuno e d’Euriale, secondo Omero, era un bel gigante che amava l’astronomia, la caccia e le donne. Queste lo abbandonarono, in circostanze abbastanza confuse. Infatti, si dice che la casta Diana lo fece morire per aver toccato il suo velo con la sua mano impura. La dea fece morire l’impudente Orione facendo uscire dalla terra uno scorpione velenoso. In seguito, molto pentita di aver causato la morte di un uomo così bello, ottenne da Giove che fosse situato in cielo, sotto forma di una delle più brillanti costellazioni.
La caduta del Sole sotto il segno dello Scorpione rivela lo splendore delle stelle. Lungi dall’essere il turpe bello dello zodiaco o più teatralmente della metafisica, lo Scorpione ne è il più umano.