La storia del segno dell’Acquario

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Il segno dell’Acquario deriva dall’antica Babilonia, e molto probabilmente era conosciuto anche in epoca precedente. Nell’antico Egitto il Nilo era visto come il Cuore dell’Egitto stesso: uno straripante corso d’acqua che aveva origine da se stesso.
Ad un certo punto questa costellazione fu identificata in Zeus, il quale lasciava fluire la su acqua vitale per dare origine alla Terra.
L’Acquario rappresenta inoltre la figura di Ganimede, la cui bellezza destava l’attenzione degli stessi dei. Ognuno di essi lo desiderava e così lo stesso Zeus, il quale, assumendo le sembianze di un aquila, rapì Ganimede. I genitori furono così addolorati che i loro lamenti si sentivano fin sull’Olimpo. Zeus decise dunque di consolarli mandando loro un dono: un’anfora d’oro, creata da Efesto. Questo dono non riuscì a consolare i genitori affranti. Al che Zeus decise di rendere immortale Ganimede, ponendolo insieme all’acquila tra le altre stelle, così i genitori potevano vederlo in cielo ogni notte.
Esiste un altro mito riguardante l’Acquario. Il nome “Acquario” prende la sua definizione dal greco “Noah”, il cui nome era Deucalione. Come per il diluvio presente nella Bibbia, anche in questo caso Zeus mandò un diluvio per punire l’umanità. Ma egli notò che Deucalione e la moglie vivevano invece in pace ed armonia. Così Zeus chiese a Deucalione di costruire una barca enorme, per salvarsi insieme alla moglie dall’alluvione.
C’è da puntualizzare un altro aspetto in merito al simbolo dell’Acquario: le due onde di cui è composto il simbolo, derivano dalla rappresentazione dei due serpenti di Wisdom, anch’esso di derivazione egizia.
Il significato delle due onde (acqua e aria) sono nel caso dell’onda più alta (che simboleggia l’aria) l’intelligenza, mentre l’onda che rappresenta l’acqua, sta a significare la purificazione.
L’Acquario è considerato il segno dell’uguaglianza,della fraternità,della felicità e non ultima, della speranza.