La storia del segno del Toro

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La costellazione del Toro è conosciuta da oltre 5000 anni.
In Egitto, l’antico faraone Seti I venerava il toro Api, il quale identificavano in una delle costellazioni che osservavano in cielo. Oltre Api c’erano anche altri tori e mucche che erano venerate come divinità.
Si narra che il dio Api nacque da una vacca vergine che fu ingravidata dal dio Ptah, ma con l’arrivo dei greci il mito cambiò e il dio Api fu identificato direttamente come Ptah.
Nel mito egizio, Api era raffigurato sempre allo stesso modo: era nero con una macchia bianca triangolare sulla fronte e vari segni sul corpo. Api era visto anche come un importante oracolo ed era venerato in molti luoghi.
Nella mitologia greca invece la costellazione era vista come lo stesso Zeus travestito da toro. Utilizzò il travestimento da toro (bianco) per attirare l’attenzione della bella Europa, di cui si era innamorato, e rapirla fino a Creta, per fare di lei la sua amante.
Nella costellazione del Toro c’è un gruppo di stelle chiamato “Le sette stelle”, collocate sulle spalle del Toro. Si narra che le “Sette Stelle” chiesero aiuto a Zeus quando furono cacciate da Orione. Zeus le trasformò in colombe e le mise in cielo. La testa del Toro è un altro gruppo di stelle, identificate come le sorelle di Hyas, le quali piangevano la morte del fratello.
Le sette sorelle che si trovano sulle spalle del Toro sono attualmente identificate come le figlie di Atlante, chiamate anche le Esperidi. Le Esperidi sono viste come delle ninfe vergini, le quali si occupavano del bellissimo giardino situato vicino alle Montagne di Atlante, in Libia. Si chiamano: Egle, Aretusa, Esperia o Esperetusa, Eriteide, Lipara, Asterope e Crisotemi.