La storia del segno dei Gemelli

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Negli antichi manoscritti arabi, la costellazione dei Gemelli era più grande rispetto a quella odierna. Il braccio sollevato di Orione contiene una stella chiamata “Betelegeuse”, che nel linguaggio arabo è tradotta con “la casa dei Gemelli”.
All’interno della costellazione dei Gemelli ci sono due Stelle chiamate Castore e Polluce. I nomi dei Gemelli variano a seconda dei miti che li raffigurano, e anche il sesso degli stessi cambia di volta in volta.
Nel mito di Castore e Polluce sappiamo che la loro madre era Leda, la figlia di Testio. Leda era anche la madre di Elena di Troia.
Esiste un altro mito che narra di Leda, che però è raffigurata dalla divinità Antiope e i due figli in questione sono Anfione e Zeto. Antiope era una divinità di fiume, era parte di un gruppo di divinità che governavano parte dei fiumi della Grecia e della Turchia. Antiope viene anche descritta come la sorella della regina delle Amazzoni, tuttavia, anche in altre versione, è chiaro che viveva tra le donne. I figli, Anfione e Zeto, vissero la loro infanzia tra le montagne, insieme alla madre, e crescendo acquisirono molte abilità. Secondo la leggenda, Ermes descrisse Anfione come un grande musicista, specialmente di lira. Mentre Zeto possedeva un’enorme forza, tanto da essere paragonata a quella di un bue. Anfione e Zeto sono attualmente riconosciuti come i fondatori di Tebe, costruendone le mura.
Nel mito di Leda invece troviamo Giove innamorato di lei, il quale si era trasformato in cigno per conquistarla. Questa principessa ebbe due uova di cui uno, di suo marito Tindaro, produsse Castore e Clitennestra, tutti due mortali; l’altro, di Giove, produsse Elena e Polluce detentori dell’ immortalità; dovuta alle loro origini “celesti”. Castore e Polluce conosciuti anche come Diòscuri (in greco: “figli di Zeus”), allevati da Mercurio fin da quando erano nella culla, si legarono d’amicizia divina, probabilmente per dimostrare che le cose sulla terra procedevano parallelamente a quelle del cielo. Il mito narra che amarono due fanciulle di rara bellezza, due sorelle purtroppo fidanzate con altri due fratelli Linceo e Idas. I due fratelli decisero di rapire le loro belle, ma inseguiti dai fidanzati abbandonati, dovettero sostenere combattimenti furiosi, due contro due. Castore fu ucciso da Linceo il quale a sua volta, cadde sotto i colpi di Polluce, ferito a sua volta da Idas. Polluce afflitto dalla morte del fratello, pregò Giove di renderlo immortale. Questa preghiera però non poté essere interamente esaudita. L’ immortalità fu tra loro condivisa, in modo che vivessero e morissero alternativamente.