| Introduzione e cenni storici |
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Sin dai tempi remoti alle pietre sono state associate numerose leggende. Secondo la mitologia persiana, il mondo sarebbe retto da un gigantesco zaffiro che con i suoi riflessi colorerebbe il cielo d'azzurro. Agli smeraldi veniva attribuito il potere di accecare i serpenti, mentre il diamante avrebbe avuto proprietà medicinali e prodigiose. Alle magnetiti si attribuivano poteri particolari: si dice infatti che Alessandro Magno abbia dato calamite ai suoi soldati per allontanare gli spiriti maligni. I rubini, invece, erano simbolo di amore nel medioevo e venivano regalati dalle dame ai propri cavalieri. La scoperta dei poteri delle pietre non è infatti una conquista della nostra epoca, ma ha origini antichissime. Un tempo si utilizzavano le pietre, quali l’ossidiana, per costruire utensili ed armi dalle quali dipendeva la loro vita. I sacerdoti di Atlantide adoperavano i cristalli per i loro riti agli dei, la corniola ad esempio veniva lavorata a forma di scarabeo e sepolta insieme alle mummie. Gli antichi Egizi usavano le pietre sia per scopi terapeutici sia per scopi religiosi, i loro copricapo portavano incastonati dei Lapislazzuli e della Malachite per avere la mente più lucida. Cleopatra si dice bevesse delle perle sciolte nell'aceto per mantenere la pelle bianca.
Alle pietre viene inoltre attribuito anche un potere terapeutico che secondo alcuni varia di pietra in pietra. Negli ultimi anni è andata sviluppandosi una nuova "scienza": la cristalloterapia, che sfrutta la capacità dei cristalli di potenziare ed equilibrare le energie. Taluni ritengono i cristalli "esseri viventi" capaci di filtrare e "pulire" la nostra energia, quindi basterà anche solo portare al collo o tenere nella borsa la pietra che più ci piace.
Le pietre colorate in genere sono sempre state apprezzate come talismani, sopratutto quelle di colore rosso; non importava se fossero di pasta vitrea, semplici quarzi o preziose gemme. Il colore dominava sopra alla qualità naturale. Storia a parte per le punte dei quarzi che venivano utilizzate più come frecce magiche che ornamenti. Oppure per i lapis-exiliis, meteoriti e pietre di fulmine venerate come simulacri di una presenza divina. Gemme e gioiello talismanico erano in stretta connessione con la tradizione delle influenze benefiche trasmesse loro dalle forze telluriche identificate con gli esseri fatati della natura sottile, come i Djin, Ninfe, Folletti,Gnomi, Draghi, Demoni e Angeli. Plinio scriveva (XXXVII): “ Dalla terra provengono tutte le pietre dotate di virtù prodigiose e varie. Tutte i benefici offerti dalle radici si ritrovano nelle pietre... ma le pietre hanno una forza di gran lunga superiore; la terra le produce incorruttibili, ed esse non invecchiano mai.” Gli Arabi raccontano come il Sultano Soliman il Magnifico andasse in giro nel suo vasto regno vestito da mendicante, prendendo i pasti in una semplice scodella di terracotta. Ma aveva con se un cofanetto riempito con pietre preziose di inestimabile valore che non mostrava a nessuno e gli servivano di ornamento; le gemme svolgevano una funzione apotropaica preventiva e curativa, conosciuta ancora nei tempi attuali. Si dice che il diamante e lo smeraldo grezzo siano antiveleni e antidepressivi. Le pietre rosse come il rubino cicatrizzano le ferite. La Sardonice protegge dai sortilegi e la pietra Crisolito scaccia gli spiriti inquieti e cattivi. La letteratura in merito è piuttosto vasta, spesso si accompagnava l’uso delle pietre alle formule magiche, come inscindibili. Il primo libro sulle pietre talismaniche è attribuito a Teofrasto: il Peri Aithòn; scritto nel 315 a.c. nel periodo dell’Arconte Prassibolo.
Attorno alle pietre fiorirono leggende, racconti curiosi di sventure che ricadevano su chi le rubava, o non potevano essere mostrate senza pericolo per chi le ammirava, rapito dalla bramosia di possederle. Se è vero che l’oro non conosce padroni, le pietre preziose, si può dire, che abbiano in sé, un carattere non sempre così luminoso e benevolo, come lascerebbe supporre la loro fulgida bellezza. Le pietre diventavano talismaniche quando ricevevano una segnatura o l’avevano già acquisita in modo naturale. Le segnature erano diverse a seconda delle culture e delle occasioni. Si incidevano le pietre con nomi divini, firme e immagini adatte a potenziare o a trasferire le virtù che si volevano acquisire. |

Le pietre, dette "figlie della terra", da sempre affascinano l'uomo, interi popoli e civiltà, che hanno attribuito ad esse particolari virtù, significati e poteri magici. Le prime testimonianze scritte ci giungono dall'Egitto, quando nell'antichità il popolo indigeno era solito usarle polverizzate come medicamenti oppure per dipingersi il volto. In India i bambini venivano "battezzati" proprio con le pietre: al neonato era assegnata una pietra che poi lo avrebbe accompagnato e guidato per il resto della sua vita. Gli esperti oltre ad attribuire ad ogni segno zodiacale un pietra che ne esalta le virtù, ritengono che anche il loro colore abbia un significato particolare.